Analisi delle somiglianze documentate
Nel 2013 Robin Thicke e Pharrell Williams co-produssero il singolo di enorme successo "Blurred Lines", che generò oltre 16 milioni di dollari in vendite e proventi da streaming. Nonostante la sua popolarità, la somiglianza tra "Blurred Lines" e l'hit del 1977 di Marvin Gaye, "Got to Give It Up", scatenò immediatamente polemiche: la famiglia dell'artista sostenne che l'opera di Gaye fosse stata letteralmente rubata. Lo stesso Robin Thicke ammise pubblicamente, in un'intervista a GQ Magazine, di essersi ispirato direttamente al brano: "Gli ho detto che una delle mie canzoni preferite di sempre era 'Got to Give It Up' di Marvin Gaye. Pensavo: 'Dovremmo fare qualcosa del genere, qualcosa con quel groove.'" Pharrell Williams, durante la sua testimonianza in tribunale, dichiarò invece di essere cresciuto ascoltando la musica di Gaye e di conoscere bene il brano, ma di non averlo utilizzato come base per "Blurred Lines", sostenendo di aver semplicemente cercato di evocarne l'atmosfera generale: "Marvin Gaye era uno di quelli a cui guardavamo con ammirazione. Questo è l'ultimo posto in cui vorrei essere."
Contesto documentato del caso
Gli autori di "Blurred Lines" — Pharrell Williams, Robin Thicke e Calvin Harris — reagirono presentando "con riluttanza" una causa preventiva il 15 agosto 2013 contro i tre figli di Marvin Gaye e contro la Bridgeport Music, editrice del brano dei Funkadelic "Sexy Ways" (1974), chiedendo al tribunale di confermare che il loro brano non violasse il copyright di nessuno dei due pezzi. La famiglia Gaye presentò una controcausa nell'ottobre-novembre 2013, sostenendo formalmente che "Blurred Lines" violasse il copyright di "Got to Give It Up" e affermando inoltre che un altro brano di Thicke, "Love After War", violasse il copyright di "After the Dance" di Gaye. George Clinton, co-autore di "Sexy Ways", si schierò pubblicamente a favore di Williams e Thicke su Twitter, dichiarando che non vi era alcun campionamento del proprio brano in "Blurred Lines"; la Bridgeport Music fu infatti esclusa dall'azione legale nel marzo 2014.
Sviluppi ufficiali
Una giuria di Los Angeles, dopo oltre un anno di contenzioso e due giorni e mezzo di deliberazione, stabilì che Thicke e Williams avevano violato il copyright di Marvin Gaye, condannandoli a pagare 7,3 milioni di dollari complessivi alla famiglia dell'artista. T.I., terzo coautore coinvolto nella causa, fu invece ritenuto non responsabile di alcuna violazione. Nel 2016 Thicke e Williams fecero appello contro la sentenza, sostenendo che il processo non sarebbe mai dovuto arrivare a giudizio e lamentando istruzioni scorrette fornite alla giuria dal giudice. La corte d'appello federale confermò tuttavia la sentenza nel dicembre 2018: il caso si chiuse definitivamente dopo oltre cinque anni di deliberazioni, con il giudice Kronstadt che ordinò il pagamento di danni complessivi per 4,98 milioni di dollari alla famiglia Gaye, oltre agli interessi maturati e alla metà delle royalty future generate da "Blurred Lines".
Fonti e approfondimenti