Autore Topic: Le parole e le note  (Letto 7282 volte)

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Le parole e le note
« il: 09 Gennaio 2008, 10:11:23 »
C'è qualche testo che vi ispira particolarmente in questo periodo?

Nel mio caso è questo (una canzone malinconicissima di Paolo Conte, il suo ultimo capolavoro. Qui la combinazione di testo è musica crea un'armonia misteriosa, assoluta, per cui mi rendo conto che le parole, da sole, non bastano a dare l'idea della bellezza di questo brano):

Chissà chissà
la nave passerà
chissà se là
qualcuno salirà

Laggiù laggiù
nell'indaco laggiù
foschia foschia
enigma e fantasia...

Laggiù laggiù
sono persone o sono sogni
sì laggiù!
O sono dei pensieri spersi
Nella grande oscurità

Chissà chissà
le stelle, le città
foschia foschia
enigma o fantasia

. . . . . .


Chissà chissà
Il mare è antico
e parla antico, parlerà...
Parole greche sconosciute,
sprofondate verità.

Chissà chissà
la nave passerà
chissà se là
qualcuno salirà



"La fatica in salita per me è poesia" (M. Pantani)
"A nde cheres de cozzula Jubanna? Si no t'hamus a dare pane lentu"

Tessera #1 del club "Rivogliamo l'icona col ciuccio"


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Le parole e le note
« Risposta #1 il: 09 Gennaio 2008, 10:16:40 »
Questa dei Maroon five mi ha sempre particolarmente colpita.Per una serie di ragioni è legata ad un bel momento della mia vita.

Titolo: She Will Be Loved
Titolo Tradotto: Lei Sarà Amata

Reginetta di Bellezza a soli diciotto anni
lei, aveva alcuni problemi con se stessa
lui, era sempre lì per aiutarla
lei, apparteneva sempre a qualcun'altro

Guidai per miglia e miglia
per poi bussare alla tua porta
ti avevo avuta tante volte ma in qualche modo,
voglio di più.

Sarei disposto a trascorrere ogni giorno
dietro il tuo angolo sotto lo scorrere della pioggia
cercando quella ragazza dal sorriso spezzato
chiederle se le andrebbe di restare un po'
e lei sarà amata,
sarà amata...

Colpisci la mia finestra, bussa alla mia porta
Voglio far si che tu ti senta incantevole
So che tendo verso l'insicurezza
Ma ormai non ha più importanza

Non sono sempre arcobaleni e farfalle
E' l'aver raggiunto un compromesso che ci fa muovere
il mio cuore è completo e la mia porta sempre aperta
Puoi venire ogni volta che vuoi

Sarei disposto a trascorrere ogni giorno
dietro il tuo angolo sotto lo scorrere della pioggia
cercando quella ragazza dal sorriso spezzato
chiederle se le andrebbe di restare un po'
e lei sarà amata,
sarà amata...

So dove ti nascondi
Sola nella tua auto
Comprendo tutte quelle cose che ti fanno essere ciò che sei
So che un addio non significa nulla di fatto
Torna indietro e mi implora di raccoglierla ogni volta che cade

Colpisci la mia finestra, bussa alla mia porta
Voglio far si che tu ti senta incantevole
So che tendo verso l'insicurezza
Ma ormai non ha più importanza

Sarei disposto a trascorrere ogni giorno
dietro il tuo angolo sotto lo scorrere della pioggia
cercando quella ragazza dal sorriso spezzato
chiederle se le andrebbe di restare un po'
e lei sarà amata,
sarà amata...
Carpe diem quam minimum credula postero

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Le parole e le note
« Risposta #2 il: 09 Gennaio 2008, 10:22:23 »
Questa che segue è invece una graziosa miniatura satirica, sempre di P. Conte ("La vecchia giacca nuova"):

"Ho comprato una giacca nuova
e per la strada nessuno fa:
"Guarda, guarda che giacca nuova
sulle spalle di quello là"
La folla anonima
che rende anonimi
quasi invisibili
così cosà

Ripropongo la giacca nuova
e per la strada nessuno fa:
"Guarda, guarda che giacca nuova
sembra la fodera di un sofà"
Basta resistere, basta ripetere
fissare un codice
così si fa

Ho portato la giacca nuova
per tanti anni e la gente fa:
"Vedi vedi che giacca nuova
forse è uno del varietà"
più che carezze vuole certezze
il mondo vuole
chissà chissà

Si ma io con la giacca nuova
non lavoro nel varietà
sono uno con la giacca nuova
questa è l'unica verità
così si offendono
e si rivoltano
e ti sgambettano
sarà sarà
poi dopo un attimo
si ricompongono
dimenticandoti
la strada va..."


"La fatica in salita per me è poesia" (M. Pantani)
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« Risposta #3 il: 09 Gennaio 2008, 10:24:32 »
Leggendola così(e non conoscendola),mi viene da cantarla a mò di "Bocca di rosa"...
Non c'entra nulla col tema ma avevo voglia di dirlo...[8)]
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« Risposta #4 il: 09 Gennaio 2008, 10:28:18 »
In effetti il ritmo dei versi è molto simile. L'andamento della canzone è totalmente ironico, cosa che si nota persino nell'accompagnamento (che presenta uno strumento raro come il fagotto, che in genere viene usato con intenti comici). Il motivetto del pianoforte, poi, è già una presa in giro di suo.
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« Risposta #5 il: 09 Gennaio 2008, 21:01:00 »
Un bellissimo passaggio di Gaber:
"Uomini, uomini del mio presente
non mi consola l'abitudine
a questa mia forzata solitudine,
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto avere un luogo, un posto più sincero,
dove un bel giorno, magari molto presto,
io finalmente possa dire: questo è il mio posto.
Dove rinasca non so come e quando
il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo."
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« Risposta #6 il: 09 Gennaio 2008, 21:03:37 »
c_d_m ha scritto:

Un bellissimo passaggio di Gaber:
"Uomini, uomini del mio presente
non mi consola l'abitudine
a questa mia forzata solitudine,
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto avere un luogo, un posto più sincero,
dove un bel giorno, magari molto presto,
io finalmente possa dire: questo è il mio posto.
Dove rinasca non so come e quando
il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo."



"Il tutto è falso, il falso è tutto"! Ce l'ho e anche a me piace un sacco: uno dei più bei brani (sia per il testo che per la musica) del signor G.
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« Risposta #7 il: 09 Gennaio 2008, 21:06:31 »
Mi dispiace avere scoperto Gaber troppo tardi.
Mi sarebbe piaciuto gustarlo nel presente...
Ma le sue opere rimangono.E sono una ricchezza inestimabile per noi che restiamo..perchè possiamo assaggiarne un pò alla volta.Fingendo che lui sia ancora quì...
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« Risposta #8 il: 09 Gennaio 2008, 21:08:36 »
Beh, anch'io l'ho scoperto solo un paio d'anni fa. Non era ancora vecchio quando ci ha lasciato, non riesco neppure a credere che non sia vivo, in particolare quando ascolto gli album che ho di lui (gli ultimi due).
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« Risposta #9 il: 09 Gennaio 2008, 21:15:08 »
Già...un pò come per Totò,o Massimo Troisi,Alberto Sordi,James Dean,Battisti...
Li vediamo ancora così presenti da non riuscire a credere che siano dall'altra parte della strada.
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« Risposta #10 il: 09 Gennaio 2008, 21:17:04 »
L'opera sopravvive davvero all'autore: anzi, lo fa rivivere come se non fosse mai scomparso. Non vedo nessuna differenza tra i grandi cantanti ancora in vita e quelli che se ne sono andati: l'unico rammarico è che questi ultimi non possono creare più altre canzoni... [:(]
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« Risposta #11 il: 09 Gennaio 2008, 21:20:43 »
Un rammarico non da poco.
L'altro giorno ascoltavo Pavarotti.
Ero estasiata ed al tempo stesso incredula.Non riuscivo a credere che quella voce non avrebbe più fatto cose belle e nuove...
Si è fermato,così...[:(]
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« Risposta #12 il: 09 Gennaio 2008, 21:25:09 »
Oltre ad avere una gran bella voce, Pavarotti faceva sentire distintamente tutte le parole che cantava, se ci si fa caso: un'altra qualità assolutamente rara nei cantanti lirici. Ricordo una Bohème cantata qualche anno fa e ripresa dalla Rai: era impressionante sentirlo cantare così bene a sessant'anni e passa...
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« Risposta #13 il: 09 Gennaio 2008, 21:29:48 »
Ricordo l'ultima esibizione all'apertura delle olimpiadi torinesi...
Era già visibilmente debilitato...
Ma quella voce era comunque in grado di penetrarti l'anima e aggrovigliarla tutta come un gomitolo di lana...
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« Risposta #14 il: 09 Gennaio 2008, 21:33:05 »
Luciano mi sembrava anche lontano dal carattere del divo capriccioso e intrattabile. Aveva un'aria serena, conciliante. E dicono che non avesse studiato musica...
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