Autore Topic: Nuovo disco di Elio  (Letto 5375 volte)

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Nuovo disco di Elio
« il: 02 Maggio 2008, 19:51:55 »
Qualcuno l'ha già ascoltato? Può dare qui un giudizio? Finora ne ho sentito parlare molto bene. Allego i dati di Wikipedia in merito:

http://it.wikipedia.org/wiki/Studentessi


"La fatica in salita per me è poesia" (M. Pantani)
"A nde cheres de cozzula Jubanna? Si no t'hamus a dare pane lentu"

Tessera #1 del club "Rivogliamo l'icona col ciuccio"


Offline mmiry

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Nuovo disco di Elio
« Risposta #1 il: 05 Maggio 2008, 17:12:40 »
Ciao, io non faccio altro che ascoltarlo.
Come in tutti gli album degli elii potrai riconoscere in ogni canzone svariati pezzi musicali famosi e non, per non parlare dei testi come sempre ironici ma con una sottile verità nascosta come ad esempio "ignudi tra nudisti" ovvero "il dilemma di ogni estate se andare al mare o andare ai monti..." (citando la canzone). Bellissime le partecipazioni straordinarie come quella di Antonella Ruggiero.
Io ti consiglio di comprarlo se come me sei un estimatore del "simpatico complessino"!!
Ciao spero di essere stata utile
Miriam
 


Offline kraus

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Nuovo disco di Elio
« Risposta #2 il: 05 Maggio 2008, 18:59:31 »
Ciao Mmiry e grazie mille per il parere! [:)] Quello di Elio è il gruppo che attualmente mi piace di più, quindi non tarderò a procurarmi il disco. Finora ho potuto ascoltare solo Parco Sempione alla radio e non potevo farmi un'idea dell'insieme conoscendo esclusivamente quel brano.

A presto!
"La fatica in salita per me è poesia" (M. Pantani)
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Offline Boyakki

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Nuovo disco di Elio
« Risposta #3 il: 11 Maggio 2008, 13:22:26 »
Io dopo anni che ascoltavo a scrocco i dischi degli Elii da un mio amico ho deciso di acquistare quest'ultimo, e devo dire che è stata una buona scelta! Preferisco questo Studentessi ai loro precedenti Craccraccriccrecr e Cicciput, certe melodie sono veramente fantastiche, anche se una piccola pecca sono i testi che in certi casi non mi sembrano all'altezza di loro lavori precedenti.
Le mie canzoni preferite sono: "Gargaroz" (la cui melodia conoscerete già come "Carciofon" dello spot Cynar), che parla di Elio a cui da piccolo tolsero le tonsille e ci infila dentro una notevole quantità di citazioni musicali e cinematografiche; "Indiani (a caval donando)", esilarante pezzo country/western; "Suicidio a sorpresa", una parodia delle leggende sui dischi metal suonati al contrario, divisa in vari movimenti e cantata in uno stile come dicono loro "da Trio Lescano" [:D]; "Tristezza" e poi la già citata "Parco Sempione".
Maestro dei trivia e nell'arte di perdere tempo (in sostanza un uomo inutile :/ )
Tessera #2 del club "Viva Elio"

Offline kraus

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Nuovo disco di Elio
« Risposta #4 il: 11 Maggio 2008, 17:41:03 »
Insomma, mi state facendo sempre più venire la curiosità di ascoltarlo per intero, questo disco... [8D]
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Offline Carlo

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Nuovo disco di Elio
« Risposta #5 il: 11 Maggio 2008, 20:57:57 »
Boyakki ha scritto:

come dicono loro "da Trio Lescano"


1938 Trio Lescano - Tulliem Blem Blu
http://it.youtube.com/watch?v=aur7qXlwgXo

1940 Trio Lescano - Tulipan
http://it.youtube.com/watch?v=uxvKEpDYhzo

1942 Trio Lescano - Ciribiribin
http://it.youtube.com/watch?v=mTUln6uvUpc

Su youtube una sporta di brani dei famosissimi Trio Lescano

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Nuovo disco di Elio
« Risposta #6 il: 29 Settembre 2008, 08:45:25 »
Recensioncina

A leggere le impressioni di altri siti pare che questo sia uno dei dischi più discussi di Elio: i pareri sono discordi (c'è chi parla di perfezione e chi di album terribilmente deludente), gli stessi brani sono oggetto, secondo il caso, tanto di venerazione quanto d'esecrazione e non mancano i giudizi più moderati: http://www.elioelestorietese.it/forum/viewtopic.php?t=1212&sid=2a124b5f9b6605679c679b468190d304

Personalmente, al di là dell'estrema complessità del disco (forse mai album di Elio è stato mai così denso di citazioni, amiccamenti, parafrasi da altre canzoni e interpretazioni), vedo alcuni brani meritevoli di far parte di un eventuale "Del meglio del nostro meglio vol. 2" (come Tristezza e Plafone), mentre altri presentano momenti splendidi ma non fanno parte - o non sono ancora entrati a far parte, perché di ascolto in ascolto i pareri cambiano - della mia compilation ideale. Vedrò di segnalare le cose migliori traccia per traccia:

Studentessi - Bizzarro e divertente il balbettio finale al vocoder.

Plafone - Bellissima l'introduzione strumentale (che copre in realtà la maggior parte del brano), seguita da un testo deliziosamente fuori registro rispetto alla musica ("una panaché d'idrogeno e ossigeno", "duemila spruzzi pazzarielli divergono", "un calcare malefico", "che l'ho pagato due milioni delle vecchie lire / ma alla prossima assemblea di condominio / io farò valere / tutti i miei millesimi").

Ignudi tra i nudisti - Pur senza attingere alle vette dell'opera eliistica, deve i suoi pregi e i suoi limiti alla sua natura di coverse, ovvero di canzone già esistente eseguita al contrario. Il testo non è esilarante come quello di altri grandi successi del nostro autore? Beh, è semplicemente perché anche le parole, in alcuni casi, sono il risultato dell'inversione del testo di Suspicious Minds (ecco il perché dell'insistenza sulla parola "scettico", che poi crea un curioso bisticcio con "asceti" e "ascetici"). Eppure, anche nelle frasi ricavate dal canto di Elvis "all'incontràr", si celano piccoli capolavori di assurdità ("Mi butto dal monte").

Tristezza - Benché negletto dalla maggior parte dei recensori, questo mi sembra il pezzo migliore del disco. La comicità surreale, nel complesso solo abbozzata in "Ignudi tra i nudisti" anche per via dei suoi miracolosi artifizi, qui può finalmente spaziare in libertà. Così abbiamo la tristezza che "si misura in litri di lacrime: ad esempio io una volta / ero triste 13 litri", Gino Paoli che "ci ha costruito su un impero: un impero conosciuto / come Impero di Gino Paoli", il bellissimo inserto telegiornalistico "Salvo grosse novità dalla riapertura dell'inchiesta" che fa un effetto straordinario al vocoder, i personaggi tristi che sono esistiti anche nell'antichità, per esempio Giulio Cesare "quando è stato pugnalato: come dargli torto? E' sempre triste / venire pugnalati / specialmente da tante persone contemporaneamente".
La musica, poi, è spettacolare e crea subito un effetto di contrasto col titolo, ma è soprattutto la struttura (o forma che dir si voglia) del brano a lasciare di stucco: intanto c'è un ritornello effettivo (quello che si sente subito all'inizio e che pare invece un'introduzione) e un ritornello fasullo ("Ma se ti guardi intorno") che cita due canzoni contemporaneamente, ovvero il Ballo del mattone e Noi siamo i giovani, e s'interrompe subito: per somma di comicità, le battute musicali sono spesso prive d'una misura, con un effetto claudicante che richiede una consumata maestria esecutiva.

Effetto memoria - Pur trattandosi d'una miniatura di circa un minuto (e su musica altrui), in realtà quest'idea si stende su tutto il disco ripetendosi altre volte e con un testo di volta in volta diverso. Si può vedere questo divertissement come un colpo di genio o come un'immensa idiozia, ma di fatto è da ammirare come Elio riesca a giocare su una o due parole per diversi minuti (circa 4, se sommate tutti gli "effetti memoria" eclusa la ghost track). Il terzo e il quarto stacchetto sono cantati da un Baglioni terribilmente preso dalla parte, neanche stesse cantando "Piccolo grande amore".

Heavy samba - Curioso il rimando a "Tristezza" (lì si cantava "Basterebbe regalare le canzoni tristi a tutti", "[La tristezza] va vissuta come un valore positivo", qui l'interprete ammette di non voler più sentire "canzoni di tristezza e di malinconia), ma è soprattutto lo pseudoritornello samba, in cui s'incastra perfettamente il testo, a destare il riso: "E pensare che ero venuto / col semplice scopo / di fare una bella chia*ata con te". Poi c'è il duetto voce e batteria, ancora più divertente, durante il quale Elio espone le sue lamentele, sempre più brevi e inframezzate dagli interventi di Christian Meyer, di fronte all'ospite inviperita (Irene Grandi). Meno bella mi pare la sezione rock, per quanto non priva di perle da collezione ("Ehi tu, modera il linguaggio con me, / ma chi ti credi di eeeh?").

Gargaroz - Brano seminedito, potremmo dire (il ritornello l'abbiamo già sentito in uno spot), ma forse persin troppo raffinato con la sua complessa storia di paure più o meno inconsce (lo squalo di Spielberg, Belfagor, ecc.) e di tonsille asportate con l'inganno. Alla fine il mezzo che non giustifica il fine viene messo alla berlina ("Gelato, gelato, gelato / come anestetico sei negato"), ma la frase entra a fatica nel ritmo concitato del brano e non si sente benissimo. Molto più gustosa, invece, la trovata del sito di tonsille asportate (che esiste davvero, ed è questa la cosa davvero mirabile di tutta la canzone: http://www.tonsilletolte.com/online.html), il che dimostra che "coi motori di ricerca puoi" davvero "arrivare dappertutto".

Suicidio a sorpresa - Suite in cinque movimenti con tanto d'indicazione di tempo (alla maniera classica: Allegretto, Allegro, Andante con moto, Allegro, Allegretto). La struttura ciclica non impressiona più di tanto: vero culmine della parodia di Black e Death Metal è la sequela di frasi strampalate finto-eseguite al contrario che anziché "inneggiare all'aldilà" portano all'Italia e al mondo messaggi di tutt'altro tenore ("Mi manchi, mi manchi, sei dolce come il miele", "Chiamami quando arrivi che sennò sto in pensiero", "Mettiti il golfino", "Baluba, ho dei problemi", "Sei immaturo", "Ma vaffanbrodo" et similia).

La lega dell'amore - L'introduzione "alla Celentano" e le false partenze di alcuni brani celeberrimi ("Chi non la(vora)... pensa così / come noi", "Siamo la (coppia)... splendida dimostrazione",  "Ciao, sono i(o)...l tuo interlocutore, messaggero dell'amore") sono certamente il meglio del bigoncio in questo brano. Poi ci sono altri giochetti di parole ("E lo statuto / sta tutto in una sola riga") e qualche rima davvero singolare ("Non faremo differenza tra nord e sud / noi saremo i nuovi Robin Hood / della nazione").

Indiani (A caval donando) - Dopo un inizio davvero superbo che incastra citazioni melodiche e testuali con sopraffino gusto del pastiche (basti sentire quel "sentirsi innamorati nel Far West"), Elio si abbandona a un testo alquanto ripetitivo che, se non altro, ci permette di ripassare i nomi delle tribù dei nativi americani e i sinonimi di "regalo". Carina l'intrusione del Watusso ("- Amico Watusso, tu cosa c'entri? - Niente, mi han detto che c'era un regalo"), ma è più succosa l'introduzione, con un degno erede del Pierpaolo squalloriano impegnato in un'improbabile conversazione telefonica.

Supermassiccio - Unica nota di questa traccia è la parodia delle telecronache di Guido Meda a fine strofa. Il resto mi sembra tutto sommato superfluo.

La risposta dell'architetto - Altro brano poco convincente, anche se Mangoni è in forma e dev'essere censurato ad ogni verso o quasi: un rap che fa comunque sfoggio di continui bisticci di parole, talvolta di buona caratura. C'è anche una citazione da Wikipedia quando si parla del comune di Bra.

Parco Sempione - Se consideriamo il videoclip, che lo integra e lo completa nel migliore dei modi, è il capolavoro del disco. Musicalmente non supera Tristezza, ma l'aiuto delle immagini (le facce di Elio, i cartelloni pubblicitari con i personaggi che si muovono, "alla Harry Potter", il dialogo rapidissimo fra Elio e il rasta ("- Cosa ti succede, Robert? Prima eri una persona meglio! - Amico, ma che storie ti fai?"), ecc. ecc.) conferisce a questo brano uno spessore che può permettersi non tanto Sandro Giacobbe, ma piuttosto la mega-saga di Supergiovane o la parodia morandiana già ammirata nella Vendetta del Fantasma Formaggino. Per cui saltano fuori "un fricchettone, forse drogato", le partacce in milanese del protagonista ("Dai barbùn, cerca de sunà mej / che sun ndrè a fa ballà i pè"... "Va a ciapà i rat"), i rimandi al film "The Ring", le violentissime accuse alla regione Lombardia e infine, dulcis in fundo, le lezioni di Formula Uno, insospettato e insperato strumento che è possibile suonare al pari dei bonghi.

Il congresso delle parti molli - Prendiamolo un po' come un bonus, al pari di Single che seguirà subito dopo. Johnny Depp, Johnny Deep o Johnny Daip? Nell'attesa che il mistero si risolva, preferisco la polemica anti-SIAE leggibile tra le righe di Tristezza a questo apologo senza spunti di rilievo sulle ultime elezioni.

Single - Cantato dal compianto Feiez, il brano è una discreta parodia del liscio (Casadei & others) malgrado la breve introduzione lasci presagire tutt'altro stile. Elogio onesto del "zitello in pianta stabile", chiude un po' in sordina un album cominciato in modo poco meno che sontuoso.

« Ultima modifica: 18 Luglio 2012, 20:39:58 da Carlo »
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