Autore Topic: E mi alzo sui pedali  (Letto 3435 volte)

Offline kraus

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E mi alzo sui pedali
« il: 23 Maggio 2007, 12:52:04 »
Splendida canzone degli Stadio su Marco Pantani. Non so da quanti mesi o anni sia stata scritta, ma si tratta davvero di un brano evocativo, e dico evocativo perché mi riferisco all'atmosfera vaga e oscillante che gli accordi di settima aumentata esprimono così efficacemente. Infatti è lo stesso Marco il soggetto narrante della canzone, e dal "posto dove io sto" e che noi non possiamo definire racconta qualcosa della sua esistenza. "Tutto mi sembra distante": proprio questa distanza è descritta dal fraseggiare incerto e dall'armonia sfumatissima.

Questo brano mi fa venire gli occhi lucidi ogni volta che lo ascolto, forse perché ancora m'illudo che un giorno Pantani possa tornare a correre, anche se purtroppo questo è umanamente impossibile. Alcuni passi notevoli del testo, anche se è bene ascoltarlo con la musica per rendersi conto di quanto queste parole colgano nel segno:

"Perchè quelli come noi hanno voglia di sognare
Io dal Passo del Pordoi chiudo gli occhi e vedo il mare

Quando scendo dal sellino sento una malinconia
un elefante magrolino che scriveva poesie
solo per te

E ora mi alzo sui pedali come quando ero bambino
dopo un pò prendevo il volo dal cancello del giardino
e mio nonno mi aspettava senza dire una parola
perchè io e la bicicletta siamo una cosa sola

In questo posto dove io sto
chiedete di Marco, Marco Pantani"

(Ve lo immaginate, poterlo incontrare di nuovo, e magari vederlo riattaccare in montagna come ai bei tempi?)


"La fatica in salita per me è poesia" (M. Pantani)
"A nde cheres de cozzula Jubanna? Si no t'hamus a dare pane lentu"

Tessera #1 del club "Rivogliamo l'icona col ciuccio"