Autore Topic: Rock politik?  (Letto 1904 volte)

Offline c_d_m

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Rock politik?
« il: 30 Maggio 2008, 15:29:34 »
La sinistra canta per Silvio
Celentano celebra Berlusconi, Venditti sostiene Alemanno, De Gregori punta sul Cavaliere e Pino Daniele fa pace con la Lega. Ma che succede ai cantautori "progressisti"?  
 
Se continua così andrà a finire che cacceranno dal cuore del Cavaliere l'amato Mariano Apicella e si contenderanno il posto di nuovo "menestrello" al servizio di Berlusconi. Chi sono? Nientemeno che gli ex peggiori nemici di Silvio e del suo schieramento politco, che dopo mille anatemi paiono aver cambiato idea ed essersi, almeno in parte, convertiti al credo del Pdl.

Ha cominciato Celentano, all'indomani del primo discorso in Parlamento del leader forzista, dicendo: «Se non è un bluff, forse Silvio ci sta dimostrando che l'uomo quando vuole sa anche cambiare. Certo è presto per dirlo, ma il buongiorno a volte si vede dal mattino. Il mio sesto senso mi dice che lui è cambiato». Ancora più a destra si era spinto Antonello Venditti che, in occasione dell'elezione a sindaco di Roma di Gianni Alemanno, commentava: ««Voglio ricordare che quando era Ministro dell’Agricoltura era più a sinistra di molto dirigenti del centrosinistra. Molte persone di sinistra hanno votato per Alemanno perché era una delle poche persone votabili».

Parole sorprendenti e inattese, voci di solito tutt'altro che allineate che si mettevano in fila dietro il nuovo centrodestra. E ora attirano sempre più impensabili adepti. Come Francesco "il rosso" De Gregori che, dalle colonne di Vanity Fair, stabilia i fan: «Sono di sinistra e l'ho sempre detto. Ma non le appartengo: voglio avere la libertà di poter verificare sempre le mie scelte e quelle degli altri. Berlusconi ha una solida maggioranza e speriamo che la usi per modernizzare il Paese. Se ci riuscisse, non farebbe una politica di destra o di sinistra, ma soltanto il bene di tutti. Mi piace pensare a un unico Paese che, insieme, può trovare un modo per migliorare le cose».

Stupiti? Aspettate di sapere che ha detto Pino Daniele della Lega. Proprio lui che a Sanremo 2001 disse di Bossi: «È un uomo di m****… Mi fa schifo», oggi al Corriere dichiara: «Ora la Lega è più matura, equilibrata». E sostiene il metodo Berlusconi, almeno in fatto di "munnezza" a Napoli. «Stavolta le istutuzioni vogliono veramente intervenire per il bene della Campania - afferma -. Berlusconi fa bene a tenere il punto, ci vuole tolleranza zero contro chi ostacola l'operato delle istituzioni. Ha fatto il primo consiglio dei ministri a Napoli. Magari l'ha fatto per propaganda ma credo che ci sia della buona fede da parte sua. Ha dato un segnale forte alla malavita».

Per Daniele che sia il centrodestra a porre rimedio ai problemi non crea imbarazzi: «Gli artisti non fanni i politici, sono sensibili e vogliono il bene della gente. E se trovano qualcuno che a questo provvede, si schierano con lui». Apicella è avvisato. (Libero News)
 


Carpe diem quam minimum credula postero

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