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Il boom delle Cover si ebbe negli anni ’60, nonostante già dagli anni '30 il fenomeno iniziava a crescere. Con l'avvento della tecnologia (il 33 giri microsolco, l'economico 45 giri, giradischi portatili e riproduttore a basso prezzo), arrivarono gli uragani del rock’n roll, del twist, del rythm & blues, ecc. In Italia c’era una tendenza al consumo ma con un'insufficiente produzione. Quindi: quale soluzione migliore che prendere la produzione straniera e riproporla come propria?
In questo contesto, possiamo dire che è nata la Cover. Ma, sostanzialmente, che cos'è una Cover? Diciamo che esistono (o esistevano) 2 casi di Cover:

  • Cover di successi internazionali (già noti o in qualche modo resi noti al grande pubblico);
  • Cover di brani stranieri con poco successo (riproposti in lingua italiana e ignorando - la maggior parte delle volte - il testo originale).

Ma il problema era un altro: queste Cover erano autorizzate? Anche quì, possiamo distinguerle in 3 casi:

  • Cover autorizzate (rifacimento di una vecchia canzone dopo aver chiesto l'autorizzazione all'autore originale. Il titolo può rimanere invariato);
  • Cover non autorizzate (stesso caso di prima ma senza la richiesta di autorizzazione. Punibile ai fini del Plagio);
  • Sampled song (Costruzione di un nuovo brano ed utilizzo di una vecchia canzone come base, con l'autorizzazione dell'autore originale. La base della vecchia canzone - o un campione - si fa girare in Loop e su questa si creano nuovi effetti, un nuovo testo, una nuova traccia solista).

Quest'ultimo caso, va sotto il nome di "sincronizzazione audio". Pertanto, si usa materiale originale di altri (i samples) per costruire qualcos'altro. In questo caso, la cosa va autorizzata, ma non è una cover in senso stretto, almeno non lo è per la legge.

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