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Il plagio da Beethoven a Zucchero Quando le 7 note coincidono troppo PDF Stampa E-mail
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Venerdì 18 Agosto 2006 00:00

Sul sito Plagimusicali.net centinaia di brani messi a confronto con somiglianze clamorose. Il caso dei 'Giardini di marzo' di Battisti

Jovanotti: "Mi capita spesso di scrivere sopra ad altre canzoni per farne una nuova". Anche Mozart accusato di copiare musica

 

ROMA - "Questa canzone mi ricorda qualcosa". Quante volte ce lo siamo detti ascoltando la radio o il Festival di Sanremo. Similitudini che siti internet come Plagimusicali.net rendono molto più evidenti. E scopriamo che non si salva nessuno: un pezzo mitico come "I giardini di marzo" di Battisti paga pegno a Neil Young e alla sua 'Mr. Soul'. 'La donna che vorrei' di Gigi D'Alessio, ha delle similitudini (imbarazzanti) con 'Babe, I'm gonna leave' dei Led Zeppelin. E che dire di 'Ballo Ballo' di Raffaella Carrà, strettamente imparentata con la splendida 'Eleanor Rigby' dei Beatles.

 

Ma il tema è spinoso e giuridicamente scivoloso: "Formule quali 'se otto battute di due brani sono identiche, si verifica un'ipotesi di plagio' non sono valide, in quanto gli elementi che compongono una canzone sono molteplici", ci ricorda il sito 'Dirittodautore.it'. E spesso ci sono stati clamorosi risvolti giudiziari: chi non ricorda il match Al Bano contro Michael Jackson? Il cantante di Cellino San Marco, ci rammenta ancora 'Dirittodautore.it', "ottenne in una prima fase, dopo ben tre perizie di esperti musicali nominati dal giudice, il ritiro dal commercio del lavoro della pop star americana".

 

E secondo una di queste perizie, "ben 37 note delle 40 che compongono la melodia dei due brani sono uguali, e le prime 6 battute sono identiche". Eppure tutto questo ancora non è stato sufficiente. "In due giudizi di merito successivi - afferma ancora il sito - la tesi di Albano non è stata accolta, in quanto il brano non è stato ritenuto possedere sufficienti requisiti di originalità". E chissà se c'entra qualcosa un brano del '55 degli Ink spot dal titolo 'Bless you'.

 

Spesso sono intervenute trasmissione televisive a rendere giustizia ai 'copioni', che non sempre hanno reagito sportivamente: "Ti sputo in bocca. Stai rompendo i coglioni", gridò una decina di anni fa Zucchero all'intervistatore di Striscia che gli voleva offrire il Tapiro d'Oro, dopo avere rivelato che il suo nuovo hit, 'Blu', era molto simile a 'Era lei' di Michele Pecora. Va detto che 'Sugar' è uno dei cantanti più presenti nella rassegna di Plagimusicali.net.

 

''La genesi di una mia canzone? A volte parto dal titolo, altre da un plagio'', ha detto Jovanotti, non negando che le canzoni non sempre "nascono da sole", per dirla con le parole di Vasco Rossi, anche lui molto presente nell'archivio del sito. E Lorenzo spiega con franchezza: "Mi capita spesso di scrivere sopra ad altre canzoni per farne una nuova. E' un metodo moderno!''.

 

Ma in realtà il metodo non è poi così nuovo. Secondo alcuni studiosi Mozart si ispirò per le sue arie femminili a due musicisti napoletani del settecento. E Beethoven, per la sua sesta sinfonia, la 'Pastorale', attinse abbondantemente all''Inno alla camagna' del compositore francese Lefevre. E addirittura per la Quinta, prese spunto da altre tre composizioni francesi, una delle quali scritta da quel Claude Rouget, autore della 'Marsigliese'.

 

"Le note sono sette e la possibilità di combinazioni è limitata", è la giustificazione che alle volte ci si sente dare. Una tesi che già agli inizi del secolo veniva contestata da un compositore del calibro di Sergjei Prokofiev, che fatti due conti (visto che la musica è anche matematica), sosteneva che per una melodia le varianti sono "venticinque alla settima potenza, ovvero circa sei miliardi di possibilità", senza contare altre varianti quali durata delle note, ritmo, armonia e accompagnamento.

 

Ma se vogliamo restare alle 'canzonette', allora bisogna concludere con il giudizio di Ennio Moricone: "La musica orecchiabile, proprio perché tale, assomiglia a qualche cosa già scritta, già proposta alla gente. Se non fosse stata udita non avrebbe successo", afferma nel libro "Anche Mozart copiava" di Michele Bovi. E dunque "chi ha coscienza di questa professione, pertanto della orecchiabilità forzata di queste canzoni che hanno vita breve, dovrebbe astenersi dal fare cause e controcause per plagi indimostrabili e disturbare i giudici per queste cose".

 

GIOVANNI GAGLIARDI
www.repubblica.it

 

 

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