Autore Topic: Boh, resto un po' perplesso  (Letto 1404 volte)

Offline Rafiluzzo

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Boh, resto un po' perplesso
« il: 14 Marzo 2008, 23:25:22 »
Ho dato una occhiata al sito, e ho notato che parecchie comparazioni in archivio riguardano semplici similitudini armoniche che esistevano gia' al periodo dei grandi della musica. Allora a questo punto potremmo dire che  paganini scopiazzava vivaldi, Debussy scopiazzava rachmaninov etc.. etc..., cosa direi alquanto improbabile dato che all'epoca non esisteva una diffusione mediatica cosi' potente, comparabile a quella dei giorni attuali. Purtroppo la musica leggera o POP come vogliate chiamarla (anche se per me tra i due generi esiste un abisso, cosi' come non esiste il concetto di musica leggera) funziona secondo determinati canoni, e solo certi interventi modali o certi meccanismi armonici sembrano essere efficaci in termini di impatto emozionale. Tutto è legato alla cultura di un popolo e al tipo di musica che si è  assorbiti fin da bimbo. Non meravigliamoci allora se ci vengono proposti giornalmente triti e ritriti musicali. L'industria musicale propone sempre un prodotto vincente e fruibile alla massa; alla base di un brano ci sono notevoli investimenti e nessuno oserebbe mai preparare baccala' fritto in un paese in cui vendono solo hamburger. Di sicuro il mercato musicale italiano sta subendo un periodo di profonda crisi ma il problema secondo me andrebbe focalizzato non sui brani in se' (che spesso vengono preparati e confezionati da un team di esperti) ma sul concetto di immagine, di "personaggio" che alcuni mentecatti sono costretti a dover interpretare pur di rispettare le regole di quello che oggi e' definito grottescamente "trendy".
Con questo non vorrei scatenare una polemica di alcun tipo, vorrei solo proporre a tutti di spegnere le radio nazionali, ormai inascoltabili sotto tutti i punti di vista, e cercare di reperire grazie agli attuali strumenti telematici, materiale di gruppi sconosciuti che spesso regalano piacevoli sorprese quanto ad originalita'.




 

Offline Lidio78

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Boh, resto un po' perplesso
« Risposta #1 il: 15 Marzo 2008, 13:17:29 »
Quoto.
 

Offline Amministratore

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Boh, resto un po' perplesso
« Risposta #2 il: 16 Marzo 2008, 19:25:24 »
Ciao Rafiluzzo, innanzitutto benvenuto nel forum.
Il tuo ragionamento è alquanto giusto. Purtroppo il mercato discografico è così e più si va avanti e più viene a mancare l'originalità.
Nel sito internet, vengono messi in risalto tante somiglianze armoniche e melodiche. Se ci facciamo caso, la maggior parte dei plagi e/o somiglianze si riferiscono a canzoni "vecchie".
Marco - plagimusicali.net

Offline Carlo

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Boh, resto un po' perplesso
« Risposta #3 il: 16 Marzo 2008, 20:42:05 »
Amministratore ha scritto:

Ciao Rafiluzzo, innanzitutto benvenuto nel forum.
Il tuo ragionamento è alquanto giusto. Purtroppo il mercato discografico è così e più si va avanti e più viene a mancare l'originalità.
Nel sito internet, vengono messi in risalto tante somiglianze armoniche e melodiche. Se ci facciamo caso, la maggior parte dei plagi e/o somiglianze si riferiscono a canzoni "vecchie".


Confermo quanto detto,eccone un esempio fresco fresco:
Un brano con sonorità 60',tante somiglianze nessuna in particolare.
2008 Duffy - Mercy

Primo singolo per Duffy,già grande successo in 'Inghilterra.Da qualche giorno passato dalle radio Italiane.

Offline kraus

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Boh, resto un po' perplesso
« Risposta #4 il: 17 Marzo 2008, 09:37:14 »
Welcome Rafiluzzo! [:)]

Beh, il discorso è complesso anziché no. In alcune epoche (tipo l'ultimo '700) la musica contava un numero altissimo di formule e sequenze ricorrenti (e molto brevi), perciò si aveva l'impressione che a tantissimi compositori corrispondesse sempre lo stesso stile. Oltretutto molte Sinfonie, Concerti e Sonate cominciavano allo stesso modo (una bella nota ripetuta o una sequenza accordale che è molto accattivante anche per i non esperti: si pensi alla Piccola musica notturna di Mozart, il cui motivo iniziale è stato addirittura ripreso come coro da stadio).  

In altre (vedi il '900 colto) la ricerca della novità ha dato la stura a una quantità di combinazioni così elevata da far pensare che ogni compositore avesse un suo stile proprio. La musica leggera si pone a metà fra i due estremi: i giri armonici ricorrono spessissimo (si troveranno parecchi brani che hanno gli stessi accordi, nella medesima sequenza, della Canzone del sole), mentre le melodie, pur facendo quasi sempre capo a una tonalità ben precisa, non sono tanto simili fra loro quanto lo erano ai tempi del Classicismo. Per cui, se è vero che posso trovare spesso basi ritmiche e accordi molto simili passando da una canzone all'altra (e non posso pertanto parlare di plagio), il caso di due melodie identiche è ben più raro.

E' la stessa struttura delle canzoni a impedire che due brani si somiglino troppo nel ritornello, che è piuttosto lungo e occupa in genere almeno un terzo, se non di più, del tempo che dura una canzone. Più un motivetto è lungo, più è difficile che se ne riesca a creare inconsapevolmente uno uguale. Perciò, quando sentiamo una canzone di Zucchero ricalcare nota per nota un brano uscito precedentemente, non possiamo dire che si tratti di una pura casualità.

"La fatica in salita per me è poesia" (M. Pantani)
"A nde cheres de cozzula Jubanna? Si no t'hamus a dare pane lentu"

Tessera #1 del club "Rivogliamo l'icona col ciuccio"