Recensioncina
A leggere le impressioni di altri siti pare che questo sia uno dei dischi più discussi di Elio: i pareri sono discordi (c'è chi parla di perfezione e chi di album terribilmente deludente), gli stessi brani sono oggetto, secondo il caso, tanto di venerazione quanto d'esecrazione e non mancano i giudizi più moderati:
http://www.elioelestorietese.it/forum/viewtopic.php?t=1212&sid=2a124b5f9b6605679c679b468190d304Personalmente, al di là dell'estrema complessità del disco (forse mai album di Elio è stato mai così denso di citazioni, amiccamenti, parafrasi da altre canzoni e interpretazioni), vedo alcuni brani meritevoli di far parte di un eventuale "Del meglio del nostro meglio vol. 2" (come Tristezza e Plafone), mentre altri presentano momenti splendidi ma non fanno parte - o non sono ancora entrati a far parte, perché di ascolto in ascolto i pareri cambiano - della mia compilation ideale. Vedrò di segnalare le cose migliori traccia per traccia:
Studentessi - Bizzarro e divertente il balbettio finale al vocoder.
Plafone - Bellissima l'introduzione strumentale (che copre in realtà la maggior parte del brano), seguita da un testo deliziosamente fuori registro rispetto alla musica ("una panaché d'idrogeno e ossigeno", "duemila spruzzi pazzarielli divergono", "un calcare malefico", "che l'ho pagato due milioni delle vecchie lire / ma alla prossima assemblea di condominio / io farò valere / tutti i miei millesimi").
Ignudi tra i nudisti - Pur senza attingere alle vette dell'opera eliistica, deve i suoi pregi e i suoi limiti alla sua natura di coverse, ovvero di canzone già esistente eseguita al contrario. Il testo non è esilarante come quello di altri grandi successi del nostro autore? Beh, è semplicemente perché anche le parole, in alcuni casi, sono il risultato dell'inversione del testo di Suspicious Minds (ecco il perché dell'insistenza sulla parola "scettico", che poi crea un curioso bisticcio con "asceti" e "ascetici"). Eppure, anche nelle frasi ricavate dal canto di Elvis "all'incontràr", si celano piccoli capolavori di assurdità ("Mi butto dal monte").
Tristezza - Benché negletto dalla maggior parte dei recensori, questo mi sembra il pezzo migliore del disco. La comicità surreale, nel complesso solo abbozzata in "Ignudi tra i nudisti" anche per via dei suoi miracolosi artifizi, qui può finalmente spaziare in libertà. Così abbiamo la tristezza che "si misura in litri di lacrime: ad esempio io una volta / ero triste 13 litri", Gino Paoli che "ci ha costruito su un impero: un impero conosciuto / come Impero di Gino Paoli", il bellissimo inserto telegiornalistico "Salvo grosse novità dalla riapertura dell'inchiesta" che fa un effetto straordinario al vocoder, i personaggi tristi che sono esistiti anche nell'antichità, per esempio Giulio Cesare "quando è stato pugnalato: come dargli torto? E' sempre triste / venire pugnalati / specialmente da tante persone contemporaneamente".
La musica, poi, è spettacolare e crea subito un effetto di contrasto col titolo, ma è soprattutto la struttura (o forma che dir si voglia) del brano a lasciare di stucco: intanto c'è un ritornello effettivo (quello che si sente subito all'inizio e che pare invece un'introduzione) e un ritornello fasullo ("Ma se ti guardi intorno") che cita due canzoni contemporaneamente, ovvero il Ballo del mattone e Noi siamo i giovani, e s'interrompe subito: per somma di comicità, le battute musicali sono spesso prive d'una misura, con un effetto claudicante che richiede una consumata maestria esecutiva.
Effetto memoria - Pur trattandosi d'una miniatura di circa un minuto (e su musica altrui), in realtà quest'idea si stende su tutto il disco ripetendosi altre volte e con un testo di volta in volta diverso. Si può vedere questo divertissement come un colpo di genio o come un'immensa idiozia, ma di fatto è da ammirare come Elio riesca a giocare su una o due parole per diversi minuti (circa 4, se sommate tutti gli "effetti memoria" eclusa la ghost track). Il terzo e il quarto stacchetto sono cantati da un Baglioni terribilmente preso dalla parte, neanche stesse cantando "Piccolo grande amore".
Heavy samba - Curioso il rimando a "Tristezza" (lì si cantava "Basterebbe regalare le canzoni tristi a tutti", "[La tristezza] va vissuta come un valore positivo", qui l'interprete ammette di non voler più sentire "canzoni di tristezza e di malinconia), ma è soprattutto lo pseudoritornello samba, in cui s'incastra perfettamente il testo, a destare il riso: "E pensare che ero venuto / col semplice scopo / di fare una bella chia*ata con te". Poi c'è il duetto voce e batteria, ancora più divertente, durante il quale Elio espone le sue lamentele, sempre più brevi e inframezzate dagli interventi di Christian Meyer, di fronte all'ospite inviperita (Irene Grandi). Meno bella mi pare la sezione rock, per quanto non priva di perle da collezione ("Ehi tu, modera il linguaggio con me, / ma chi ti credi di eeeh?").
Gargaroz - Brano seminedito, potremmo dire (il ritornello l'abbiamo già sentito in uno sp ? CAT_ID