Autore Topic: incrociamo le dita  (Letto 4208 volte)

Offline c_d_m

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incrociamo le dita
« il: 23 Ottobre 2007, 17:14:52 »
"Il Festival di Sanremo porta jella? Una domanda agghiacciante, che forse si pongono persino gli artisti più affermati prima di inviare i propri brani all'attenzione dei selezionatori. Perché anche la loro memoria corre veloce e tremebonda ai nomi di quanti hanno calcato in mezzo secolo di Festival il palco del Casino prima e il palcoscenico del teatro Ariston poi, per sparire infine in un oblio senza fondo.

La lista dei carneadi è lunga, variegata e composta molto spesso da chi è passato come una meteora, eliminato al primo turno e schiacciato dai big. Ma anche i trionfatori di edizioni più o meno anonime, vincenti e spariti nelle nebbie della discografia di terz'ordine, non si contano. Come detto, la lista è lunga ed è difficile esaurire tutti i personaggi che hanno avuto la sventura di entrarne a far parte, ma una piccola campionatura non nuoce.

Senza risalire agli anni del paleofestival, per i quali qualche scomparsa e dimenticanza sono quantomeno fisiologiche, chi si ricorda, per esempio, di Gilda, che nel lontano 1975 entrò nell'albo d'oro della manifestazione con il memorando brano "Ragazza del sud"? Oppure qualcuno ha reminiscenze del povero Antonio Buonomo, che l'anno successivo fu ridotto come una polpetta da un gruppo di donne, per aver osato cantare la canzone "La femminista"? Nel '77, la palma dei trionfatori toccò invece agli Homo Sapiens, ai quali sopravvisse assai di più la loro "Bella da morire". Evidentemente non erano sufficientemente "sapientes"…

Di lì a poco (1979), ecco comparire in riviera il buon Mino Vergnaghi che, stante anche la manifesta pochezza degli avversari, si portò a casa un successo insperato con la melensa "Amare". Anche di lui la storia della musica ha perso le tracce, mentre quella giudiziaria se n'è ricordata lo scorso anno quando Vergnaghi è finito sotto processo per evasione fiscale. E vogliamo parlare di Tiziana Rivale? Correva il 1983, e la gagliarda ragazzona di Formia sbancava Sanremo con la sua "Sarà quel che sarà". E poi? Boh.

Negli anni '90 la fama effimera dell'Ariston fagocitò la buona Annalisa Minetti, che nel '98 fece man bassa di titoli, prima la sezione nuove proposte e poi tutti quella dei big. Ma il Festival ha anche portato jella in senso "fisico" a più di un protagonista, italiano e straniero. Claudio Villa rinuncia per faringite (1955), Modugno per una gamba ingessata e Dorelli per un attacco di appendicite (1961), il povero Bobby Solo è costretto al primo playback a causa di una afonia totale (1964), Anna Identici tenta il suicidio (1969), Celentano dà forfait per gastrite (1973), Simon Le Bon sale sul palco con una gamba ingessata (1985).

Un capitolo a parte va dedicato a Luigi Tenco, il cui suicidio non si può certo liquidare come episodio sfortunato; un atto di protesta, una voce fuori dal coro, la frustrazione per vedere "Ciao amore ciao" eliminata senza pietà e canzoni come "Io, tu e le rose" avanzare nella competizione senza colpo ferire.

Insomma, una capatina in Riviera e una cantatina all'Ariston non sempre si dimostrano salutari, anzi… I virtuosi dell'ugola sono avvisati: tocchino ferro."


Tratto da Libero.




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c_d_m

Offline meneguzziana92

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incrociamo le dita
« Risposta #1 il: 28 Febbraio 2008, 14:53:38 »
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