Autore Topic: Dante e Benigni  (Letto 3610 volte)

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Dante e Benigni
« il: 06 Gennaio 2008, 17:36:18 »
In questo forum mi sono espresso di sfuggita sulla recente trasmissione di Benigni che legge i canti della Divina Commedia all'aperto e davanti a un folto pubblico. Non ne ero particolarmente entusiasta, ma quando ho notato che alcuni giornali si compiacevano nel vedere che la lectura Dantis del nostro comico perdeva ascolti di settimana in settimana mi sono indignato: ma come? E' proprio necessario valutare la qualità di un programma in base al suo share?

Per dire: "Il treno dei desideri" o il solito reality di turno sono migliori di una discreta interpretazione del capolavoro dantesco (che tra l'altro è finalmente reso accessibile a tutti) solo perché li sta a guardare un numero maggiore di persone?

Purtroppo la faccenda viene vista in chiave politica, cosa che distorce regolarmente i giudizi e porta a preferire per partito preso le varie Clerici, Venture, Baudi e compagnia briscola a Benigni. Da parte mia posso soltanto dire che i primi non li reggo per nemmeno cinque minuti, mentre Roberto - che tra l'altro espone pure idee proprie in merito ai passi danteschi oltre a commentarli, dimostrando un raro impegno - mi piace senz'altro di più, pur senza entusiasmarmi.


"La fatica in salita per me è poesia" (M. Pantani)
"A nde cheres de cozzula Jubanna? Si no t'hamus a dare pane lentu"

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Dante e Benigni
« Risposta #1 il: 06 Gennaio 2008, 20:34:28 »
Diciamo che forse Benigni ha bisogno di rinnovarsi un pò.
E' qualche tempo che ce la sta menando con film "d'autore"(?),monologhi satiricamente impegnati e letture di autori d'epoca.
Sovente mi chiedo dove è andato a finire il Benigni bonariamente comico.Quello di "Jhonny Stecchino",per intenderci.
Un comico deve rimanere tale.Seppure nell'evoluzione dei tempi,dei temi e delle cose.
Forse vuole fare il percorso di Grillo???[xx(]
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Dante e Benigni
« Risposta #2 il: 06 Gennaio 2008, 23:39:26 »
Che debba rinnovarsi è sicuro: sono qualcosa come quindici anni che va avanti sempre con le stesse battute, limitandosi a riadattarle cambiando qualche nome. Però come lettore di Dante non mi dispiace (basta solo che non ci infili di mezzo la politica, come gli capita di fare di tanto in tanto) e vedere i giornali schierati a priori contro di lui che gli danno contro ad ogni costo ed esultano per un calo di ascolti è piuttosto deprimente. Per fortuna Benigni non ha il caratteraccio di Grillo, per cui è abbastanza improbabile che ne segua le orme. E' troppo allegro e ottimista per avventarsi contro il resto del mondo con la rabbia che gli esce pure dalle orecchie... [:)]
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Dante e Benigni
« Risposta #3 il: 07 Gennaio 2008, 14:25:25 »
Spero solo che Benigni non torni a far sorridere solo correndo dietro alle gonne della Carrà o al carotino di Baudo...[:0]
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« Risposta #4 il: 07 Gennaio 2008, 21:40:03 »
Ecco, in quelle occasioni cadeva nell'eccesso opposto (rispetto a Grillo).
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« Risposta #5 il: 07 Gennaio 2008, 22:06:45 »
kraus ha scritto:

Ecco, in quelle occasioni cadeva nell'eccesso opposto (rispetto a Grillo).


Eppure sai...mi veniva da ridere quando vedevo quelle scene...[xx(]
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« Risposta #6 il: 07 Gennaio 2008, 22:07:30 »
Sì, la vis comica c'era tutta, ma tendeva sempre a esagerare. La Carrà era davvero spaventata, Baudo non ti dico...
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« Risposta #7 il: 07 Gennaio 2008, 22:15:42 »
Beh..il comico estremizza.
E' quella la caratteristica fondamentale...
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Dante e Benigni
« Risposta #8 il: 07 Gennaio 2008, 22:20:37 »
Anche nei film, di tanto in tanto, partiva per la tangente. Come nel "Mostro", per esempio, quando fa tutta quella manfrina al telefonino e davanti all'amministratore.
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Dante e Benigni
« Risposta #9 il: 07 Gennaio 2008, 22:24:26 »
Io Benigni lo vedo un pò maniacale.Credo che "Stecchino" ne sia l'esempio più eclatante...
Sarà forse lo specchio di se stesso??
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« Risposta #10 il: 07 Gennaio 2008, 22:32:04 »
E' sicuramente così. D'altronde Benigni è quello che si direbbe un caratterista: fa sempre parti simili tra loro, da piccolo diavolo. I grandi attori, invece, mascherano la propria vera personalità interpretando parti diversissime (vedi De Filippo, che di volta in volta era ingenuo, cattivo, simpatico, insopportabile, ecc.).
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« Risposta #11 il: 07 Gennaio 2008, 22:36:50 »
kraus ha scritto:

E' sicuramente così. D'altronde Benigni è quello che si direbbe un caratterista: fa sempre parti simili tra loro, da piccolo diavolo. I grandi attori, invece, mascherano la propria vera personalità interpretando parti diversissime (vedi De Filippo, che di volta in volta era ingenuo, cattivo, simpatico, insopportabile, ecc.).


..Benigni da il meglio di se a teatro, i suoi film non sono un granchè a mio parere, ma nella dimensione più vera di un attore, a contatto diretto con il pubblico da davvero il meglio di se.
Anche in televisione cmq è meglio che al cinema, e la lettura di Dante credo sia ben fatta e godibile per lo spettatore.
 

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« Risposta #12 il: 07 Gennaio 2008, 22:43:20 »
andros61 ha scritto:

kraus ha scritto:

E' sicuramente così. D'altronde Benigni è quello che si direbbe un caratterista: fa sempre parti simili tra loro, da piccolo diavolo. I grandi attori, invece, mascherano la propria vera personalità interpretando parti diversissime (vedi De Filippo, che di volta in volta era ingenuo, cattivo, simpatico, insopportabile, ecc.).


..Benigni da il meglio di se a teatro, i suoi film non sono un granchè a mio parere, ma nella dimensione più vera di un attore, a contato diretto con il pubblico da davvero il meglio di se.
Anche in televisione cmq è meglio che al cinema, e la lettura di Dante credo sia ben fatta e godibile per lo spettatore.


Diciamo che "La vita è bella" era un ottimo film, ma in linea di massima son d'accordo con te. Quanto alla lectura Dantis, Benigni è l'unico che riesca a far incollare al televisore gente che sia digiuna della Divina Commedia quando lui la legge e la commenta. Certamente gli esperti di letteratura storceranno la bocca, ma nessuno di loro sarebbe in grado di fare altrettanto.
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« Risposta #13 il: 11 Gennaio 2008, 08:44:17 »
Ieri sera m'è piaciuto parecchio. Per certi versi mi dispiace persino che abbia fatto il comico per tutti questi anni e non il letterato, ma d'altronde - in quel caso - sarebbe stato meno accattivante nelle sue spiegazioni. Dal momento che si sentiva la mancanza di un Piero Angela dell'arte che illustrasse in modo estremamente chiaro le più belle opere della letteratura italiana, possiamo ben accontentarci di questo commentatore appassionato e oltretutto anche corregionale di Dante, e quindi particolarmente atto a capirlo e ad amarlo.
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« Risposta #14 il: 12 Febbraio 2008, 21:15:54 »
Si chiude domani sera. Peccato perché era una gran bella lettura.

Onore e merito a Benigni [:)]
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