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Il "Plagio" si materializza
nella riproduzione totale o parziale, da parte di
un autore che fa passare per propria un'opera frutto
del lavoro altrui.
Quando una persona si appropria
di elementi rappresentativi e creativi di un'opera
per introdurli in un'altra opera sotto il proprio
nome, ci troviamo in presenza di una contraffazione
qualificata e aggravata, ossia di una riproduzione
abusiva di un'opera altrui con appropriazione di paternità
(L. n. 633 del 1941).
Appunto, si ha un Plagio.
Tuttavia, per legge, l'opera simile all'originale,
per essere realmente definita plagio, deve suscitare
nell'ascoltatore le stesse emozioni dell'originale.
Tutto questo, sembrerebbe lasciare uno spiraglio agli
utilizzi di tipo citazionistico, perché i frammenti
usati non hanno più nulla in comune con i brani
iniziali.
Sappiamo benissimo che abbiamo sette
note nel pentagramma e considerandole da sole, e cioè
senza le loro variazioni, è difficile non risultare
ripetitivi o scarsi nel lavorare con la fantasia,
perchè non bisogna dimenticare che la musica
si basa anche sulla matematica e che il numero di
combinazioni di queste sette note non è infinito,
per questo prima di lanciare l’allarme di plagio
è bene tener d'occhio il tema, l’atmosfera
e l'elaborazione di un brano.
Le ipotesi di elaborazione o di
variazione ci aiutano ad individuare il plagio. Se
l'elaborazione di un brano risulta essere non creativo
ma imitativo di un’opera altrui, siamo dinanzi
a un "plagio parziale".
Diversi sono i casi in cui anche
grandi nomi della musica nazionale e internazionale
si sono trovati davanti all'ipotesi di plagio, e la
magistratura si sta avvalendo di esperti del settore
(tra i quali Ennio Morricone), perchè si deve
pensare che il plagio non è solo un problema
"musicale", ma si estende a tutte le arti.
A tal proposito, si segnala un libro di Michele Bovi
(giornalista del tg2 che da sempre si è occupato
di plagi o presunti) dell’Auditorium Edizioni:
"ANCHE MOZART COPIAVA"
Il grande Ennio Morricone dice:
*"La musica orecchiabile,
proprio perché tale, assomiglia a qualche cosa
già scritta, già proposta alla gente.
Se non fosse stata udita non avrebbe successo. Se
un autore vuole davvero creare qualcosa di originale
deve attingere a parametri inadatti alla musica leggera
il cui prodotto e' una canzonetta, a volte dilettantesca,
a volte infantile, sempre destinata ad un successo
stagionale. La mia posizione morale e musicale e'
che chi ha coscienza di questa professione, pertanto
della orecchiabilità forzata di queste canzoni
che hanno vita breve, dovrebbe astenersi dal fare
cause e controcause per plagi indimostrabili e disturbare
i giudici per queste cose".
* tratto dal libro “Anche Mozart
copiava” di Michele Bovi
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